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Martedì, 31 Marzo 2020

Covid-19: l’impegno dei giovani oncologi italiani, YOP

A cura di Fabio Puglisi

 

Grande merito ad un gruppo di giovani oncologi italiani che ha saputo sintetizzare e descrivere le misure per la gestione dell'emergenza Covid-19 nel contesto oncologico.

Obiettivi dichiarati: il bene del paziente e della comunità.

Lambertini M, Toss A, Passaro A, et al. Cancer care during the spread of coronavirus disease 2019 (COVID-19) in Italy: young oncologists’ perspective. ESMO Open 2020;5:e000759. doi:10.1136/ esmoopen-2020-000759

L’emergenza Covid-19 ha richiesto una serie di restrizioni con l’obiettivo principale di limitare la diffusione del virus. In breve tempo, è apparsa chiara l’importanza del rispetto delle misure di distanziamento sociale e del lockdown nelle diverse aree interessate. L’Italia, dove la diffusione dell’infezione ha assunto presto dimensioni drammatiche, ha messo in atto una serie crescente di limitazioni, inizialmente circoscritte ad alcune aree quindi estese a tutto il territorio nazionale.

In ambito oncologico, l’attenzione è stata immediatamente rivolta ai pazienti, considerati categoria maggiormente esposta per la loro verosimile immunodepressione legata alla stessa malattia o indotta dalla terapia. Per questo motivo, ma anche con l’intento di contribuire al contenimento dei contagi nella popolazione generale e nei luoghi di cura (mantenimento di "santuari" Covid-free), sono state presto adottate strategie per limitare all’essenziale gli accessi dei pazienti in ospedale. La comunità clinico-scientifica oncologica è stata quindi chiamata a rimodulare le singole attività assistenziali, i percorsi, le procedure. Il tutto privilegiando l’interesse del paziente e analizzando caso per caso il bilancio rischio/beneficio di analisi diagnostiche, valutazioni cliniche, terapie. È vero che inizialmente erano state fatte considerazioni meno stringenti e decisamente intempestive (si veda il riferimento al mantenimento delle indagini di screening), subito consapevolmente riviste e abbandonate in linea con il travolgente pressing dell’emergenza. Fin da principio è stato chiaro che nessuna distrazione era concessa (Cortiula F et al. Ann Oncol 2020). Triage attenti, dispositivi di protezione individuale, limitazioni degli accessi agli accompagnatori con l’obiettivo di garantire lo stato Covid-free ai Centri oncologici. E successivamente, laddove realizzabile, tamponi per la ricerca del virus a operatori sanitari e a pazienti. Quindi le decisioni sulle terapie procrastinabili, anche queste meritevoli di un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici.

Grande merito va ad un gruppo di giovani oncologi italiani che ha saputo sintetizzare e descrivere le misure che, oggi, sono considerate di riferimento per il contesto oncologico. Gli obiettivi sono chiari: il bene del paziente e della comunità.

Pazienti che stanno ricevendo o che devono iniziare trattamenti attivi

  • Valutazione caso per caso del rapporto rischio/beneficio del ritardare un trattamento antitumorale;
  • Avvio o continuazione dei tutte le terapie adiuvanti o neoadiuvanti (o qualsiasi altra terapia con obiettivo di guarigione), e anche dei trattamenti di prima linea per la malattia metastatica;
  • Ritardo dei trattamenti oltre la seconda linea nelle situazioni in cui è attesa modesta efficacia (a meno di motivazioni cliniche ritenute urgenti), delle terapie di mantenimento e dei trattamenti in pazienti con basso carico di malattia o con decorso lentamente progressivo;
  • Dilazione delle indagini diagnostiche per monitorare il beneficio terapeutico (a meno di motivazioni cliniche ritenute urgenti);
  • Modifica delle visite non associate a prescrizione/somministrazione di terapia, sostituendole con contatti telefonici o via e-mail (a meno di motivazioni cliniche ritenute urgenti);
  • Spedizione di farmaci orali o dispensazione per più cicli di terapia, se fattibile, in base alla disponibilità di farmaco e alle caratteristiche dei pazienti

Pazienti in follow-up (fuori dal trattamento attivo)

  • Chiamata telefonica da parte del medico per una valutazione sintetica delle condizioni cliniche e degli esami di laboratorio o di imaging;
  • Accesso in ospedale previsto in una delle seguenti situazioni:
    sospetto di recidiva/progressione di malattia necessità di prescrizione di farmaci attivi (es. terapia endocrina adiuvante per il carcinoma mammario);

Accesso di pazienti e caregiver in ospedale

  • Non consentito l’accesso ad accompagnatori di pazienti ambulatoriali che accedono per effettuare trattamenti, a meno di situazioni di comprovata necessità di assistenza;
  • Massimo un caregiver, ammesso dopo triage, per ogni paziente ricoverato;
  • Rapido triage prima di entrare in ospedale e accesso non consentito in caso di febbre e/o sintomi respiratori (in tali casi, indirizzamento verso percorso Covid-19);
  • Mascherine chirurgiche e lavaggio delle mani con gel di soluzione alcolica previsti per tutti i pazienti all’ingresso;
  • Limitazione dei punti di accesso all’ospedale con corsie di ingresso separate per pazienti e personale;

Altre occasioni di interazione faccia a faccia

  • Evitare i meeting face-to-face (inclusi i meeting multidisciplinari che possono essere organizzati con modalità virtuale), i congressi, le lezioni, i seminari, le visite degli informatori del farmaco;
  • Cancellazione di qualsiasi attività di gruppo (es. terapie di gruppo, attività ricreazionali, ecc.);

Considerazioni relative all’attività di ricerca

  • Minimizzare o ritardare l’apertura di nuovi trial clinici;
  • Limitare o sospendere l’accrual di pazienti in trial in corso che richiedono procedure aggiuntive rispetto alla pratica clinica;
  • Necessità di riferire pazienti in studio ad altri centri attivi in caso di difficoltà nel mantenere il trattamento pianificato a causa della riorganizzazione generata dall’emergenza Covid-19;
  • Smart working per data manager e study coordinator;
  • Possibili ritardi nella fornitura del farmaco per ragioni logistiche;
  • Report nelle note cliniche in cui si specifica che la visita di follow-up è sostituita da contatto telefonico;
  • Cancellazione o rinvio delle visite di monitoraggio in loco;
  • Stretto contatto con lo sponsor per le decisioni da adottare al fine di garantire la validità scientifica e la sicurezza dei pazienti.

YOP (Young Oncologists’ Perspective) è l’acronimo ideato da un gruppo di talentuosi giovani oncologi italiani che sintetizza gli obiettivi della gestione dell’emergenza Covid-19 nel contesto oncologico.

Il messaggio è proteggi:

Yourself, te stesso e la tua famiglia: al lavoro, con costante attenzione all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, e nella vita personale, rispettando le istruzioni ufficiali e le restrizioni nei comportamenti della vita quotidiana; 

Oncological care, l’assistenza dei pazienti, rimandando ciò che si può rimandare ma cercando di minimizzare il più possibile l’impatto dell’emergenza sullo standard di cura;

Patients, i pazienti stessi, mettendo in atto tutte le misure possibili per minimizzare i rischi e fornendo continue informazioni riguardo alle indicazioni da seguire, utilizzano i canali ufficiali.