Miscellanea
Sabato, 05 Dicembre 2020

Tumori nei giovani: stanno aumentando? Quali sono quelli più comuni?

A cura di Massimo Di Maio

Un’interessante analisi statunitense concentra l’attenzione sui trend epidemiologici dei tumori degli adolescenti e dei giovani adulti nel periodo compreso tra il 1973 e il 2015. I dati evidenziano un netto aumento del tumore del rene, e numeri assoluti tutt’altro che trascurabili.

Scott AR, Stoltzfus KC, Tchelebi LT, et al. Trends in Cancer Incidence in US Adolescents and Young Adults, 1973-2015. JAMA Netw Open. 2020;3(12):e2027738. doi:10.1001/jamanetworkopen.2020.27738

Il tumore è spesso definito una patologia associata all'invecchiamento, e sicuramente, considerando tutti i tipi di tumore, il numero assoluto di casi nei soggetti di età più avanzata è nettamente maggiore dei casi insorti in giovane età. 

Numerosi studi sottolineano che i casi di tumore che insorgono in soggetti adolescenti e in giovani adulti (adolescents and young adults, AYAs nell’acronimo) si caratterizzano per peculiarità biologiche rispetto ai casi diagnosticati in età più avanzata. La giovane età comporta peraltro, in questi pazienti, molti aspetti peculiari anche dal punto di vista della gestione clinica. Di conseguenza, è interessante disporre di dati che descrivano i trend epidemiologici di questi tumori. L’affermazione “stanno aumentando i tumori nei giovani” è un luogo comune o è confermata dai dati?

Lo studio, pubblicato a inizio dicembre 2020 da JAMA Network Open, è stato condotto con l’obiettivo di descrivere le caratteristiche epidemiologiche, e I trend temporali, dei tumori diagnosticati, negli Stati Uniti, negli adolescenti e nei giovani adulti (età compresa tra 15 e 39 anni), in un periodo di oltre 40 anni (tra il 1973 e il 2015).

Lo studio (retrospettivo, cross-sectional) si basa sui dati, estrapolati dal database Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) nel periodo compreso tra gennaio 1973 e dicembre 2015. Il database comprende regioni geograficamente distinte degli Stati Uniti, rappresentative dell’eterogeneità etnica della popolazione americana.

Complessivamente, l’analisi ha preso in considerazione 497452 tumori negli adolescenti e nei giovani adulti diagnosticati nei 43 anni oggetto di studio. In particolare, sono stati registrati 293848 tumori in soggetti di sesso femminile (pari al 59.1% del totale), e il 79.9% dei casi registrati riguardava soggetti di etnia caucasica (397295 casi).

All’aumentare dell’età, l’analisi evidenzia un aumento del numero dei carcinomi e una riduzione delle leucemie, dei linfomi, dei tumori a cellule germinali e di neoplasie del sistema nervoso centrale.

Considerando i numeri assoluti, il tumore della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nel sesso femminile, e il tumore del testicolo è il tumore più frequentemente diagnosticato nel sesso maschile.

Nel dettaglio, nel sesso femminile sono stati registrati 72564 casi di carcinoma della mammella (24.7%), 48865 casi di carcinoma della tiroide (16.6%) e 33828 casi di carcinoma della cervice e del corpo dell’utero (11.5%). Nel sesso maschile, sono stati registrati 37597 casi di tumore del testicolo (18.5%), 20850 casi di melanoma (10.2%) e 19532 casi di linfoma non Hodgkin (9.6%).

L’incidenza di tumori, nella popolazione oggetto di studio, è cresciuta del 29.6% nel periodo di tempo considerato nell’analisi (1973 – 2015). Il cambiamento percentuale annuo (mean annual percentage change, APC) è stato pari a 0.537 per 100000 persone (intervallo di confidenza al 95%, 0.426-0.648; p <0.001).

Nel sesso maschile, tra il 1973 e il 2015, 14 tipi di tumore hanno avuto un incremento statisticamente significativo di incidenza.

Nel sesso femminile, tra il 1973 e il 2015, 15 tipi di tumore hanno avuto un incremento statisticamente significativo di incidenza.   

Il tumore del rene è quello cresciuto in proporzione maggiore, sia nei soggetti di sesso maschile (APC 3.572, intervallo di confidenza al 95% 3.049-4.097; p < 0.001) che nei soggetti di sesso femminile (APC 3.632; intervallo di confidenza al 95% 3.105-4.162; p < 0.001).

La sopravvivenza a 5 anni per il totale dei casi diagnosticati è migliore rispetto ai pazienti più anziani, e questo è probabilmente condizionato dall’elevata proporzione di alcuni tipi di tumore a prognosi favorevole, come il tumore della tiroide, il melanoma scoperto in stadio iniziale, i tumori germinali.

Gli autori sottolineano che i dati analizzati nell’articolo sono particolarmente rilevanti, in quanto documentano che I tumori negli adolescenti e nei giovani adulti sono un problema tutt’altro che trascurabile sia in termini assoluti, sia in termini di incremento nel tempo. Notevolmente aumentata l’incidenza, nella fascia d’età presa in considerazione, dei tumori del rene, la cui incidenza è cresciuta di oltre 3 volte, nell’arco di quarant’anni, sia nei maschi che nelle femmine.

Naturalmente, è obbligatorio interrogarsi sulle cause di un andamento epidemiologico di questo tipo, non solo per il tumore del rene (che è il caso numericamente più eclatante), ma anche per i tumori in generale.
Nicholas Zaorsky, professore di radioterapia al Penn State Cancer Institute, ultimo autore dell’articolo, in un commento ai risultati ha sottolineato, anche sulla base di altri dati disponibili in letteratura, il possibile ruolo degli stili di vita, del peggioramento qualitativo della dieta, dell’aumento del sovrappeso e dell’obesità, della riduzione dell’esercizio fisico, dell’aumento dell’esposizione a raggi ultravioletti e a sorgenti artificiali di radiazioni, come i lettini abbronzanti.

Anche Archie Bleyer, coautore dell’analisi e radioterapista presso l’Oregon Health & Science University di Portland, ha ribadito l’importanza dei fattori di rischio elencati da Zaorsky, aggiungendo il possibile ruolo dell’abuso di sostanze e di attività sessuali a rischio.

Bleyer ha anche sottolineato che, almeno in parte, l’aumento del numero di diagnosi potrebbe (in particolare per alcuni organi come la tiroide) essere legato a una “overdiagnosi”, a causa dell’incremento del numero di esami strumentali (incluse TC, risonanze ed ecografie) eseguiti nei giovani adulti. Naturalmente, se è molto ragionevole che questo fattore pesi nell’aumento di tumori della tiroide, in molti altri casi è meno plausibile che ci sia un’overdiagnosi.

In Italia, come si può vedere ne “I numeri del cancro in Italia” di AIOM-AIRTUM (in cui è disponibile il dato scorporato nella fascia di età compreso tra 0 e 49 anni), nel periodo compreso tra il 2008 e il 2016, i 5 tumori più frequentemente diagnosticati nelle donne giovani sono stati il tumore della mammella (41%), tumore della tiroide (15%), melanoma (8%), tumore del colon-retto (4%), tumore della cervice uterina (4%). Nel medesimo intervallo di tempo, i 5 tumori più frequentemente diagnosticati nei giovani maschi sono stati il tumore del testicolo (12%), il melanoma (10%), il linfoma non Hodgkin (8%), il tumore della tiroide (8%) e il tumore del colon-retto (7%).

Una diagnosi di tumore in una persona giovane ha delle enormi implicazioni non solo sul piano personale, ma familiare, sociale e professionale. E’ giusto che questo argomento riceva attenzione anche dal punto di vista della ricerca, necessaria per caratterizzare meglio le peculiarità cliniche e biologiche di questi casi.