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Dopo una diagnosi di tumore, è giusto screenare per HBV, HCV e HIV?

In pazienti con nuova diagnosi di tumore, è opportuno effettuare uno screening universale per virus dell'epatite B (HBV), virus dell'epatite C (HCV) e per l’HIV?
La risposta arriva da uno studio sulla prevalenza delle rispettive infezioni.

Ramsey SD, et al. Prevalence of Hepatitis B Virus, Hepatitis C Virus, and HIV Infection Among Patients With Newly Diagnosed Cancer From Academic and Community Oncology Practices. JAMA Oncol 2019 [Epub ahead of print] 

Uno studio prospettico di coorte multicentrico si è posto l’obiettivo di valutare la prevalenza dell'infezione da HBV, HCV e HIV in pazienti con nuova diagnosi di tumore.
Per il calcolo della prevalenza dell’infezione è stato definito il limite di 120 giorni dalla diagnosi del tumore. Lo studio ha coinvolto 9 istituzioni oncologiche di comunità e 9 affiliate con la rete di ricerca sul cancro SWOG (ex Southwest Oncology Group). L'analisi è stata condotta utilizzando i dati disponibili fino al 17 agosto 2017.
Con un campione stimato di 3000 pazienti, l'endpoint primario era rappresentato dal riscontro di infezione da HBV (pregressa o cronica), infezione da HCV o infezione da HIV al momento dell'arruolamento. Sono stati valutati pazienti con precedente conoscenza dell'infezione e pazienti con stato virale sconosciuto

Su un totale di 3092 pazienti screenati, 3051 sono risultati eleggibili e valutabili. L'età mediana (range) era di 60,6 anni (18,2-93,7), 1842 (60,4%) erano di sesso femminile, 553 (18,1%) erano neri e 558 (18,3%) di etnia ispanica.

La percentuale di pazienti con riscontro di infezione è risultata la seguente:

  • precedente infezione da HBV 6,5% (n = 197 su 3050 pazienti);
  • HBV cronica, 0,6% (n = 19 su 3050 pazienti);
  • HCV 2,4% (n = 71 su 2990 pazienti);
  • HIV 1,1% (n = 34 di 3045).

Tra i pazienti con evidenza di infezione, 8 con HBV cronica (42,1%), 22  con HCV (31,0%) e 2  con HIV (5,9%) hanno avuto una nuova diagnosi attraverso lo studio.

Una buona percentuale di pazienti con infezione non aveva fattori di rischio documentabili: 

  • 4 pazienti con HBV cronica (21,1%)
  • 23 pazienti con HCV (32,4%)
  • 7 pazienti con HIV ( 20,6%) 

Una percentuale sostanziale di pazienti con nuova diagnosi di tumore non sono a conoscenza di una infezione virale concomitante da HBV o HCV e molti fra loro non hanno fattori di rischio identificabili per l'infezione.
Lo screening sierologico per identificare l'infezione da HBV e HCV è indicato prima di iniziare un eventuale trattamento antitumorale, principalmente per prevenire la riattivazione virale e le potenziali complicanze.

La bassa prevalenza di infezione da HIV, viceversa, non supporta lo screening universale per tale infezione in pazienti con nuova diagnosi di tumore.

In sintesi, val la pena ricordare quali test effettuare e come interpretarli:

Test da effettuare
Prelievo per anti-HBc (HBV core antibody) per HBsAg (HBV surface antigen)
• HBV DNA in caso di risultati positivi
Prelievo per anti-HCV
• HCV RNA in pazienti a rischio di riattivazione

Interpretazione della sierologia per HBV

  • Pregressa infezione: anti-HBc positivo, HBsAg neg
  • Soggetto vaccinato: anti-HBc negativo, HBsAg neg, anti-HBs pos
  • Epatite acuta: anti-HBc positivo, HBsAg pos, IgM anti-HBc pos
  • Epatite cronica: anti-HBc positivo, HBsAg pos, IgM anti-HBc neg

Per approfondimenti, si consiglia: Bozza C, Cinausero M, Iacono D, Puglisi F. Hepatitis B and cancer: A practical guide for the oncologist. Crit Rev Oncol Hematol 2016;98:137-46. 

  • A cura di
    Fabio Puglisi
  • Pubblicato
    Martedì, 22 Gennaio 2019
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