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Salute mentale dopo aver avuto un carcinoma della mammella: quali rischi?

Una revisione sistematica indaga quale sia il rischio di sviluppare disturbi mentali anni dopo la malattia oncologica. Non solo ansia e depressione, ma anche disturbi della sfera sessuale, alterazioni cognitive e rischio suicidario.

Carrera H, et al. Associations Between Breast Cancer Survivorship and Adverse Mental Health Outcomes: A Systematic Review. J Natl Cancer Inst 2018, epub ahead of print.

Dopo la guarigione, che fortunatamente oggi avviene nei due terzi delle donne che si ammalano di carcinoma della mammella, dobbiamo occuparci anche del ritorno alla vita di ogni giorno. È noto la diagnosi di neoplasia maligna causi un importante distress, potenzialmente amplificato nelle donne che sperimentano dolore persistente, fatigue, linfedema, sintomi vasomotori o problemi di fertilità.

L’obiettivo di questa review sistematica inglese è stato quello di identificare e riassumere i dati riportati in letteratura relativi a studi che hanno comparato l’outcome in termini di disturbi mentali tra donne trattate per carcinoma della mammella vs popolazione senza neoplasia. In particolare, si sono cercate evidenze pubblicate riguardo a un ampio di disturbi mentali: ansia, depressione, disordini del comportamento, sintomi di bipolarismo, alterazioni nel range della schizofrenia, abusi di sostanze, discomfort nel sonno e ideazione suicidaria.

Gli studi sono stati identificati partendo da ricerca MEDLINE, PsycINFO, consultando il Cumulative Index to Nursing and Allied Health Literature, e il Social Sciences Citation Index, ovvero da citazioni incrociate. Per essere incluso nella analisi lo studio doveva essere un report originale - e non duplicato – comprendente dati relativio alla prevalenza del disturbo e gli HR di almeno uno dei disturbi succitati comparando donne guarite da neoplasia mammaria vs donne non ammalate.

I lavori, abstract e quando selezionati in extenso, sono stati considerati da dua autori in modo indipendente; successivamente è stata fatta l'estrazione dei dati e quindi completato l'assessment del rischio di bias.

Nella revisione sistematica, partendo da oltre 9.300 potenziali abstracts, dopo lo screening e la verifica dell'eleggibilità sono stati inclusi 60 full papers [22 studi di coorte e 38 con disegno cross-sectional].

Tra gli studi considerati, 21 avevano come outcome la ansietà, 38 la depressione, 24 altri disturbi neurocognitivi. Nella grande maggioranza dei casi consideravano donne con età compresa tra i 50 e i 69 anni, ma in un quarto dei casi la popolazione era giovane.

Il rischio relativo di avere un problema mentale negli anni successivi al trattamento con finalità radicale era sempre maggiore nella popolazione di paziente vs quella dei controlli.

Ansietà: RR compreso tra 1.06 e 2

Depressione: RR 1.3

Suicidio: RR compreso tra 1.4 e 1.6

Disfunzione neurocognitiva: RR  compreso tra 1.4 e 5

Disfunzione sessuale: RR compreso tra 1.5 e 2

 

 

Nonostante i molti potenziali bias della analisi - che vanno dai limiti della ricerca, alla interpretazione dei sintomi psichiatrici non diagnosticati, al numero di pazienti incluse per singolo studio, alla impossibilità di correggere sempre le analisi per il fattore socioeconomico, al differente tempo di follow-up tra gli studi, al non aver analizzato l'impatto di singoli classi di farmaci -, il messaggio è chiaro: le donne guarite da un tumore al seno hanno maggiore probabilità di sviluppare problematiche mentali. In particolare, sarebbero a maggiore rischio le donne piu giovani.

Le possibili implcazioni pratiche della ricerca sono molteplici e obbligano a una riflessione sulle strategie da applicare per una maggiore attenzione alla salute mentale delle donne guarite da neoplasia mammaria.

  • A cura di
    Giuseppe Aprile
  • Pubblicato
    Giovedì, 15 Novembre 2018
  • Sezione

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