Patologia genito-urinaria
Martedì, 16 Maggio 2017

Carcinoma prostatico: raccolte quasi 4000 firme

A cura di Fabio Puglisi

Che il carcinoma prostatico e il carcinoma mammario avessero diverse caratteristiche comuni lo sapevamo già. Adesso, quasi 4000 firme (genetiche) siglano la dimostrazione di somiglianza.

Zhao SG, et al. Associations of Luminal and Basal Subtyping of Prostate Cancer With Prognosis and Response to Androgen Deprivation Therapy. JAMA Oncol 2017 [Epub ahead of print]

La firma genetica PAM50 è stata utilizzata per classificare in forme luminali e in forme basal-like 1567 casi retrospettivi (follow-up mediano: 10 anni) e 2215 casi prospettici di carcinoma prostatico.

Risultati:

L’impiego del PAM50 sui 3782 campioni esaminati ha consentito di classificare il carcinoma prostatico in 3 sottotipi specifici:

  • luminal A (casi retrospettivi: 538 [34.3%]; casi prospettici: 737 [33.3%])
  • luminal B (casi retrospettivi: 447 [28.5%]; casi prospettici: 723 [32.6%])
  • basal-like (casi retrospettivi: 582 [37.1%]; casi prospettici: 755 [34.1%])

Marcatori come NKX3.1 e KRT18, sono stati riscontrati maggiormente nelle forme luminali mentre la firma CD49f  è risultata caratteristica del sottotipo basal-like.

Nella coorte retrospettiva, le forme luminal B di carcinoma prostatico si sono distinte per la prognosi peggiore sia in analisi uni- che multivariata:

Misure di outcome a 10 anni:

Sottotipo luminale B

  • sopravvivenza libera da recidiva biochimica: 29%;
  • sopravvivenza libera da metastasi a distanza: 53%;
  • sopravvivenza carcinoma prostatico-specifica 78%;
  • sopravvivenza globale: 69%

Sottotipo basal-like

  • sopravvivenza libera da recidiva biochimica: 39%;
  • sopravvivenza libera da metastasi a distanza: 73%;
  • sopravvivenza carcinoma prostatico-specifica 86%;
  • sopravvivenza globale: 80%

Sottotipo luminale B

  • sopravvivenza libera da recidiva biochimica: 41%;
  • sopravvivenza libera da metastasi a distanza: 73%;
  • sopravvivenza carcinoma prostatico-specifica 89%;
  • sopravvivenza globale: 82%

Sebbene l’espressione dei recettori androgenici e le relative vie di segnale siano state riscontrate in entrambi i sottotipi luminali, il beneficio dal trattamento post-prostatectomia con deprivazione androgenica è emerso solo per le forme luminal B (test di interazione, valore di p = 0.006). In particolare, in un’analisi di sottogruppo su 315 pazienti delle coorti retrospettive di cui 105 trattati e 205 non trattati, il tasso di metastasi a 10 anni è risultato il seguente:

Forme luminal B

  • Trattati: 33%
  • Non trattati 55%

Forme non–luminal B

  • Trattati: 37%
  • Non trattati: 21%

Il carcinoma prostatico, similmente a quanto descritto per il carcinoma mammario, può essere classificato in base al profilo di espressione genica in forme luminali (A e B) e in forme basal-like. A ciascun sottotipo corrisponde un comportamento prognostico specifico.

Il sottotipo luminale B si caratterizza per la prognosi peggiore ma è anche la forma che risponde meglio alla deprivazione androgenica.

Il beneficio dalla deprivazione androgenica non si osserva nelle forme luminal A, verosimilmente per la prognosi già particolarmente buona di tali forme (tasso di proliferazione più elevato nel sottotipo luminal B rispetto al sottotipo luminal A).

La somiglianza tra carcinoma prostatico e carcinoma mammario è cosa nota:

  • Gli ormoni gonadici steroidei (testosterone nella prostata ed estrogeni e progesterone nella mammella) giocano un ruolo importante nella crescita e nella progressione tumorali.
  • Entrambi i tumori rispondono alla terapia antiormonale.
  • Androgeni circolanti ed estrogeni circolanti sono presenti sia nei maschi che nelle femmine. Il ruolo degli androgeni nel carcinoma prostatico e degli estrogeni nel carcinoma prostatico sono un’area attiva della ricerca.

Dopo le somiglianze, vediamo le differenze. Nel carcinoma prostatico, i pazienti con forme luminal B hanno la prognosi peggiore. Questo primato negativo, nel carcinoma mammario, è detenuto dalle forme basal-like.

Dichiarati i limiti derivanti da un’analisi retrospettiva, i risultati dello studio fanno luce sulla biologia tumorale del carcinoma prostatico e propongono uno strumento prognostico/predittivo la cui valenza andrà dimostrata mediante analisi prospettica.