Patologia mammaria
Martedì, 28 Luglio 2015

Quattro domande (con o senza risposta) per guidare la terapia del carcinoma mammario metastatico

A cura di Fabio Puglisi

Analisi della letteratura ed expertise clinica, di laboratorio e statistica. Questi gli strumenti che i panelist dell'ASCO hanno utilizzato per produrre le raccomandazioni riguardo all'impiego dei biomarcatori nel guidare la terapia del carcinoma mammario metastatico. 

Qualcosa di nuovo all'orizzonte? No, solo un po' di ordine. 

Van Poznak C, et al. Use of Biomarkers to Guide Decisions on Systemic Therapy for Women With Metastatic Breast Cancer: American Society of Clinical Oncology Clinical Practice Guideline. J Clin Oncol 2015 [Epub ahead of print]

L'ASCO ha pubblicato le proprie raccomandazioni per oncologi e altri stakeholder riguardo all'uso appropriato dei biomarcatori ai fini di guidare la terapia del carcinoma mammario metastatico.

Le quattro domande a cui si è cercato di rispondere sono le seguenti:

  1. In quali situazioni cliniche le metastasi dovrebbero essere sottoposte a biopsia?
  2. In presenza di una diagnosi di metastasi da carcinoma mammario, oltre allo stato dei recettori ormonali e di HER2, quali altri marcatori possono avere un ruolo nel decidere quando iniziare la terapia e quali farmaci impiegare?
  3. In presenza di una diagnosi di metastasi da carcinoma mammario, oltre allo stato dei recettori ormonali e di HER2, quali altri marcatori possono guidare le decisioni riguardo alla modifica o all'interruzione del trattamento?
  4. Nel caso di dimostrata utilità del biomarcatore, quali sono le modalità, il timing e la frequenza di misurazione più appropriati?

Il metodo ha tenuto conto in parte del framework sviluppato dall'Evaluation of Genomic Applications in Practice and Prevention Working Group, giudicando di utilità clinica quei test sui biomarcatori per i quali è stato provato un rapporto favorevole tra benefici e danni potenziali. 

Il Panel di esperti ha prodotto le raccomandazioni sulla base dell'evidenza ricavata da revisioni sistematiche e metanalisi, studi randomizzati controllati, studi prospettici. In determinate situazioni, ai fini del raggiungimento del consenso, i componenti del Panel hanno fatto ricorso alla propria expertise (clinica, laboratoristica e statistica) e all'esperienza personale.

 

I principali risultati sono riassunti nella sessione "bottom line"

Altre informazioni sono disponibili facendo riferimento al seguente link: www.asco.org/guidelines/metastaticbreastmarkers

In presenza di un nuovo riscontro di metastasi, se la sede è facilmente accessibile, la biopsia dovrebbe essere sempre proposta al fine di confermare la diagnosi e di valutare lo stato di ER, PgR e HER2.

Le pazienti dovrebbero essere informate che, in caso di discordanza nell'immunofenotipo tra sede primitiva e metastatica, l'evidenza scientifica è insufficiente per guidare il trattamento. Tuttavia, il Panel di esperti ritiene che sia preferibile tener conto delle informazioni derivanti dall'analisi della metastasi.

L'inizio della terapia sistemica dovrebbe essere basato sulla valutazione clinica e sulle preferenze della paziente. Non ci può basare in modo esclusivo sui dati dei marcatori tumorali.

Raccomandazione riguardo ai biomarcatori tissutali:

  • In pazienti già in trattamento per la malattia metastatica,  la decisione riguardo alla modifica del trattamento dovrebbe essere basata sul giudizio clinico di progressione o beneficio. Non vi è evidenza riguardo all'opportunità di modificare la terapia unicamente sulla base dei risultati dei biomarcatori.

Raccomandazione riguardo ai biomarcatori circolanti:

  • In pazienti già in trattamento per la malattia metastatica,  la decisione riguardo alla modifica del trattamento dovrebbe essere basata sul giudizio clinico di progressione o beneficio. Non vi è evidenza riguardo all'opportunità di modificare la terapia unicamente sulla base dei risultati dei biomarcatori.
  • I marcatori tumorali CEA, CA 15-3 e CA 27.29 possono essere utilizzati come parametri aggiuntivi per le decisioni terapeutiche. L'evidenza è insufficiente per raccomandarne l'impiego esclusivo ai fini del monitoraggio del beneficio terapeutico.