Patologia polmonare
Domenica, 31 Maggio 2015

#ASCO15 Microcitoma polmonare: un altro terreno di conquista per l'immunoterapia?

A cura di Massimo Di Maio

I risultati più interessanti nel microcitoma polmonare, generalmente avaro di novità degne di nota, sono stati quelli ottenuti con i "soliti noti" protagonisti dell'immunoterapia: pembrolizumab, nivolumab, ipilimumab. Sperando in grosse novità nel prossimo futuro...

Presentati, in rapida sequenza, i risultati preliminari ottenuti con pembrolizumab (studio KEYNOTE 028) e con nivolumab +/- ipilimumab.

Lo studio con pembrolizumab prevedeva l'inserimento di pazienti selezionati sulla base dell'espressione di PDL1, ed ha dimostrato, seppure su un numero limitato di pazienti, una promettente percentuale di risposte obiettive.

Lo studio di fase I / II presentato da Scott Antonia ha invece testato il nivolumab da solo, oppure in combinazione con ipilimumab. Anche questi pazienti, come quelli inseriti nello studio KEYNOTE, erano pretrattati, ma non era prevista una selezione sulla base dell'espressione del PDL1. Anche in questo caso, a fronte di una tossicità accettabile, è stata documentata una interessante percentuale di risposte obiettive.

I risultati, nel loro complesso, sono senza dubbio da considerare preliminari, ma l'auspicio è che, sull'onda dell'efficacia dimostrata nel NSCLC, questi farmaci possano ritagliarsi uno spazio importante anche nel trattamento del microcitoma polmonare. Molta strada va fatta, peraltro, in termini di corretta selezione dei pazienti: il ruolo predittivo del PDL1 non è ancora chiaro. La sensazione di chi sta ascoltando le novità di quest'ASCO, peraltro, è che le conoscenze siano in rapida evoluzione!