Patologia polmonare
Mercoledì, 02 Aprile 2014

Quale ruolo per la radioterapia adiuvante nei pazienti operati di tumore del polmone in stadio N2?

A cura di Massimo Di Maio

La nota metanalisi PORT, che non ha evidenziato un vantaggio significativo per la radioterapia adiuvante, è stata spesso criticata in quanto molti studi erano condotti con tecniche radioterapiche ormai superate. La recente pubblicazione di Lung Cancer si focalizza sul ruolo della RT nei casi N2.

Patel SH, et al. Evidence supporting contemporary post-operative radiation therapy (PORT) using linear accelerators in N2 lung cancer. Lung Cancer. 2014 Mar 11. [Epub ahead of print]

 

Gli autori hanno condotto una revisione sistematica delle pubblicazioni sull'impiego della radioterapia nei pazienti con tumore del polmone operato, in stadio III per N2. Sono stati esclusi studi basati su tecniche radioterapiche di vecchia generazione, includendo solo studi basati sull'impiego dell'acceleratore lineare.

La revisione di Patel e colleghi include sia studi prospettici che studi retrospettivi, non limitandosi quindi ai soli studi randomizzati. Le analisi sono basate sui dati estratti dalle pubblicazioni, e non sui dati individuali dei pazienti

 

Complessivamente, Patel e colleghi hanno basato le analisi su 11 studi (3 prospettici e 8 retrospettivi), per un totale di 2728 pazienti (metà dei quali avevano ricevuto la radioterapia adiuvante post-operatoria e metà no).

Il confronto tra i due gruppi ha evidenziato una sopravvivenza globale significativamente più lunga nel gruppo trattato con PORT (Hazard Ratio 0.77, intervallo di confidenza al 95% 0.62-0.96, p=0.02). Il gruppo trattato con PORT aveva anche una sopravvivenza libera da recidiva loco-regionale significativamente migliore.

 

I risultati della revisione sistematica aggiungono un altro elemento al noto dibattito sui limiti della metanalisi PORT in quanto, limitando l'analisi agli studi condotti con metodiche radioterapiche "moderne", i pazienti con NSCLC in stadio III - N2 sembrano beneficiarsi in maniera significativa dell'impiego della radioterapia adiuvante.

Va ricordato, ovviamente, che molti degli studi considerati erano raccolte retrospettive, e quindi il livello di evidenza è sicuramente più basso rispetto a quello prodotto dagli studi randomizzati.

Le linee guida AIOM (2013), per i pazienti affetti da NSCLC allo stadio IIIA-N2 radicalmente operati, raccomandano l'impiego della radioterapia post-operatoria a differenza degli stadi più precoci, con forza della raccomandazione positiva debole. Le linee guida sottolineano comunque che "nella pratica clinica routinaria essa è frequentemente ritenuta indicata, pur non essendo disponibili evidenze solide in tal senso, in attesa dei risultati di studi clinici randomizzati attualmente in corso."