Patologia polmonare
Sabato, 28 Maggio 2022

Quale radioterapia in caso di metastasi encefaliche da microcitoma polmonare?

A cura di Massimo Di Maio

Anche se tutta l’evidenza disponibile si basa su studi retrospettivi e non esistono studi randomizzati, gli autori della metanalisi pubblicata da Lancet Oncology hanno confrontato la radioterapia stereotassica con la panencefalica nei pazienti con metastasi encefaliche da microcitoma. Il risultato, pur con grandi limiti metodologici, rassicura sull’impiego del trattamento stereotassico.

Karolina Gaebe, Alyssa Y Li, Amy Park, Ambica Parmar, Benjamin H Lok, Arjun Sahgal, Kelvin K W Chan, Anders W Erickson, Sunit Das. Stereotactic radiosurgery versus whole brain radiotherapy in patients with intracranial metastatic disease and small-cell lung cancer: a systematic review and meta-analysis. The Lancet Oncology, 2022, ISSN 1470-2045, https://doi.org/10.1016/S1470-2045(22)00271-6.

I tumori del polmone sono tra le neoplasie a maggior rischio di sviluppare metastasi encefaliche, e il microcitoma polmonare è sicuramente in testa a questa sfortunata classifica.

E’ noto che le metastasi polmonari sono associate a una prognosi peggiore rispetto al resto dei pazienti, e che l’impatto può essere assai negativo non solo in termini di aspettativa di vita, ma anche e soprattutto di qualità di vita.

In numerosi tipi di tumori solidi, la radioterapia panencefalica (whole brain radiotherapy, WBRT) è stata in molti casi soppiantata dalla radioterapia stereotassica (stereotactic radiosurgery, SRS), tenendo conto che limitare il trattamento alle zone interessate dalla malattia significa potenzialmente ridurre gli effetti collaterali del trattamento sull’encefalo sano. Nel caso del microcitoma, la radioterapia panencefalica, complice il rischio elevato di multiple localizzazioni cerebrali, rimane un trattamento largamente impiegato.

In questo scenario, lo scopo degli autori della revisione sistematica e metanalisi pubblicata da Lancet Oncology era quello di valutare l’efficacia della SRS rispetto alla radioterapia panencefalica nei pazienti con microcitoma polmonare metastatico all’encefalo.

Gli autori hanno eseguito ricerca in MEDLINE, Embase, CENTRAL, nonché in altre fonti di letteratura, per studi controllati e studi di coorte (quindi anche a braccio singolo, senza gruppo di controllo), pubblicati in lingua inglese. Per essere eleggibili, gli studi dovevano includere pazienti con microcitoma trattati con radioterapia stereotassica per metastasi encefaliche.

Gli autori hanno quindi estratto i dati aggregati dalle pubblicazioni.

Endpoint primario dell’analisi era la sopravvivenza globale:

  • negli studi che consentivano un confronto tra il gruppo di pazienti trattati con radioterapia stereotassica e il gruppo di pazienti sottoposti a radioterapia panencefalica (con o senza il boost di SRS), la sopravvivenza globale è stata espressa come pooled hazard ratio (HR) tra i gruppi, calcolata mediante metanalisi ad effetti random.
  • Nel caso degli studi a braccio singolo di pazienti tutti sottoposti a SRS, la sopravvivenza globale è stata espressa come mediana.

Gli autori hanno identificato 31 studi eleggibili, 7 dei quali sono stati inclusi nella metanalisi per il confronto tra SRS e whole brain.

La sopravvivenza globale nei pazienti sottoposti a SRS è risultata migliore rispetto ai pazienti sottoposti a radioterapia panencefalica, con o senza boost di SRS (Hazard Ratio 0.85; intervallo di confidenza al 95% 0.75 – 0.97). Tale dato è basato sui dati aggregati di 7 studi, per un totale di 18130 pazienti.

Prendendo in considerazione separatamente i pazienti che avessero ricevuto panencefalica senza boost di stereotassica e quelli che avessero ricevuto panencefalica con boost di stereotassica:

  • la sopravvivenza globale nei pazienti sottoposti a SRS è risultata migliore rispetto ai pazienti sottoposti a radioterapia panencefalica senza boost di stereotassica (hazard ratio 0.77; intervallo di confidenza al 95% 0.72 – 0.83; 7 studi per totali 16961 pazienti);
  • la sopravvivenza globale dei pazienti sottoposti a SRS non è risultata significativamente differente rispetto ai pazienti sottoposti a radioterapia panencefalica con boost di stereotassica (hazard ratio 1.17, intervallo di confidenza al 95% 0.78 – 1.75; 4 studi per un totale di 1167 pazienti).

Prendendo in considerazione i 14 studi a braccio singolo, per un totale di 1682 pazienti trattati con SRS, la sopravvivenza globale mediana “aggregata” è risultata pari a 8.99 mesi (intervallo di confidenza al 95% 7.86 – 10.16).

La metanalisi dei vari studi comparativi tra stereotassica e panencefalica è caratterizzata da un’elevata eterogeneità tra gli studi (I 2 =71.9%).

Sulla base dei risultati sopra sintetizzati, gli autori concludono che l’outcome ottenuto con la radioterapia stereotassica in termini di sopravvivenza globale per il trattamento delle localizzazioni encefaliche di malattia, anche nel caso del microcitoma, non è inferiore rispetto alla radioterapia panencefalica.

Questo significa che la radioterapia stereotassica potrebbe essere preferita alla panencefalica, in ragione della minore tossicità neurologica. Gli autori sottolineano anche che l’aspettativa di vita mediana dei pazienti con microcitoma e metastasi encefaliche, sottoposti a radioterapia stereotassica, è superiore di alcuni mesi alla stima “pessimistica” di 4-6 mesi attesa sulla base dello storico. Si tratta comunque di una prognosi molto sfavorevole, ma con un’aspettativa di vita che induce a riflettere sui benefici di un minor deterioramento cognitivo rispetto alla radioterapia panencefalica.

La metanalisi pubblicata da Lancet Oncology è la prima che ha provato a valutare l’efficacia dei diversi tipi di trattamento radioterapico nei pazienti con microcitoma e metastasi polmonari. Purtroppo non esistono studi randomizzati in questo specifico setting (i pazienti con microcitoma polmonare erano esclusi dagli studi randomizzati di confronto tra stereotassica e panencefalica nel trattamento delle metastasi encefaliche).

Il grosso limite del lavoro è che purtroppo può basarsi solo sui dati di studi retrospettivi, quindi gravati da un inevitabile bias di selezione. Per quanto bilanciati per caratteristiche prognostiche, i pazienti trattati con radioterapia stereotassica potevano essere in migliori condizioni generali e con un profilo prognostico complessivamente più favorevole rispetto ai pazienti trattati con panencefalica. Questo bias non è eliminabile con nessuna tecnica statistica di bilanciamento, come ad esempio il propensity score, ma sarebbe superato solo da un confronto prospettico randomizzato.

Non è un caso, infatti, che la discussione si concluda proprio con la considerazione della necessità di studi prospettici, che descrivano meglio l’efficacia del trattamento stereotassico rispetto al trattamento panencefalico, descrivendo con maggiore dettaglio le differenze in termini di sede della progressione di malattia dopo il trattamento.